La leggenda del re cacciatore (di pokemon)

c’era un volta…

“un re!”

Diranno subito i nostri lettori (Collodi, ci perdoni la citazione)

No, c’era una volta un uomo, che forse pensava di essere un re.

Viveva in una città in cui era normale impiegare quasi un anno per ripavimentare una strada di 170 metri.

Una strana, bella città, in cui il dirigente del settore Ambiente, Rifiuti, Bonifiche, Cimiteriali e CED era anche il dirigente della polizia locale, in aperto contrasto con quanto indicava l’autorità Nazionale anti-corruzione.

Una magica, maltrattata città in cui gli abitanti si stavano abituando da tempo a subire ogni sopruso dai loro governanti.

Il nostro eroe decise di fare il consigliere comunale, collezionando il maggior numero di assenze mai registrate e recandosi in sala consiliare solo per dare sfogo alla nobile arte della caccia ai Pokemon.

Sul finire di questa inebriante esperienza e prima apportare il suo prezioso contributo alla diffusione della caccia ai Pokemon ai più elevati livelli regionali aprì anche un teatro nella sua città.

Si accorse però ben presto che delle fastidiose macchine vi parcheggiavano davanti e decise che non si poteva andare avanti in questo modo.

Fu così che la giunta della sua fatata, buffa città emise una delibera impedendo il parcheggio delle macchine sui due spazi appositi davanti al suo teatro, spiegando che avrebbero così favorito il traffico pedonale all’ingresso (insomma ragioni di sicurezza, chi mai avrebbe potuto contestarle?).

E ben presto iniziarono a far bella mostra di se due meravigliose piante al posto dei brutti autoveicoli.

“E vissero tutti felici e contenti?”

Chiederete voi..

No, perché arrivarono gli orchi cattivi con 5 stelle e iniziarono a fare alcune domande al primo cittadino della città, tipo:

1) Perché si bloccano in modo continuo per 4 mesi i parcheggi davanti al teatro caffeina se gli spettacoli da gennaio a maggio saranno solo 12?

Non sarebbe stato più logico impedire il parcheggio solo in quei giorni?

2) Perché i parcheggi sono vietati fin dalle 8:00 di mattina se gli spettacoli non iniziano mai prima delle 18?

3) Il suolo pubblico “occupato” sarà pagato dal teatro?

4) Non sarà mica che in occasione delle elezioni in quella vetrina cittadina sgombra da fastidiose auto comparirà qualche cartellone con una bella faccia in lizza per il consiglio regionale?

Eh si, ancora una volta gli orchi cattivi avevano provato a rovinare la fiaba e ora il lieto fine sembra essere compromesso, visto che il Sindaco farà probabilmente cambiare l’ordinanza in oggetto.

Sia chiaro sin d’ora, per dissipare dubbi:

gli orchi a 5 stelle non erano contro Rossi o Caffeina, credevano infatti che in occasione di quei 12 eventi fosse corretto lasciare libero l’ingresso del teatro, ma non in tutti gli altri giorni in cui la libreria/bar caffeina non avrebbe dovuto godere di trattamenti più favorevoli rispetto agli altri esercizi commerciali (della stessa tipologia, o anche diversa) presenti sulla via (o in genere a Viterbo).

Ora il vero finale della fiaba lo avrebbero scritto gli abitanti della città incantata, decidendo dentro ad un’urna elettorale se continuare ad affidarla a chi per 5 anni aveva saputo solo trascurarla con continui errori o a chi, sia nel piccolo che nel grande, aveva sempre portato avanti istanze oggettive di miglioramento.

Fine?

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