Troppa caffeina può rendere nervosi… anche a Natale!

Il Movimento 5 Stelle di Viterbo disapprova in modo assoluto il metodo con cui si è presa la decisione di assegnare praticamente tutte le piazze e strade del centro storico per ben 49 giorni in occasione delle future festività natalizie alla Fondazione Caffeina.

A nostro parere tale scelta (legalmente legittima) che non è la conseguenza di un bando pubblico ma di una precisa scelta della giunta, ha di fatto monopolizzato le aree del centro storico a vantaggio di una sola associazione ed ha reso impossibile la presentazione di altre proposte. Da sempre affermiamo che una vera azione di rilancio della cultura debba essere pianificata e portata avanti in tempi consoni, con una chiara idea degli obiettivi che si vogliono raggiungere, una imprescindibile collaborazione tra l’amministrazione e TUTTE le realtà culturali che operano sul territorio, utilizzando un bando pubblico che indichi finalità e prerogative definite e che permetta a tutte le associazioni di poter partecipare proponendo i propri progetti.

Il regolamento per i contributi alle associazioni culturali, costato diverse sedute di commissione e relative spese per l’amministrazione, dopo un lungo lavoro di miglioramento in consiglio comunale giace inutilizzato tra i documenti del comune.
La consulta della cultura, approvata su nostra mozione, che dovrebbe coadiuvare l’amministrazione nella programmazione e gestione degli aspetti culturali della città è una chimera che, è ormai praticamente certo, non vedrà mai la luce in quanto evidentemente non gradita a sindaco ed assessore competente.

Questo il metodo che noi adotteremmo, ma che sembra non piacere all’assessore Delli Iaconi, più propenso ad interventi mirati e scelti autonomamente dalla giunta.
Il metodo adottato fino ad oggi dall’amministrazione si è invece rivelato fallimentare.
Basti ricordare la bocciatura della città a capitale della cultura: come poteva sperare questa amministrazione di volersi candidare a tale carica senza avere un multisala in città, senza un teatro ma, sopratutto, senza un metodo condiviso di scelta per quanto attiene la cultura a Viterbo che sembra invece essere unico appannaggio di una fondazione che annovera, incidentalmente, fra le sue fila importanti esponenti di Palazzo dei Priori?

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