Se la vogliono bere

ovvero l’arte di rinnegare ciò per cui si è scesi in piazza 5 anni fa

Il Movimento 5 stelle ha provato, ieri in Consiglio Comunale, a difendere le scelte fatte dai cittadini Italiani nel 2011 tramite referendum.

Ci abbiamo provato e continuiamo a provarci, insieme al Comitato “non ce la beviamo”, che aveva presentato un OdG a difesa dell’acqua pubblica, da noi condiviso a differenza di quanto affermato da alcuni consiglieri di maggioranza, e sul quale abbiamo proposto emendamenti volti ad aggiungere alcuni aspetti cari da sempre al MoVimento 5 stelle.

Continueremo a provarci, difendendo il concetto di acqua come diritto inalienabile della comunità contro chi nel 2011 era in piazza a festeggiare l’esito referendario ed ora lo sta tradendo.

Cosa significa “tecnicamente” acqua pubblica e perché l’odg di ieri era fondamentale?

Proviamo in poche parole a fare chiarezza su un concetto col quale molti si “sciacquano la bocca” (per rimanere in tema).

La Talete è una società commerciale di diritto PRIVATO a CAPITALE PUBBLICO (partecipata quindi al 100% da soggetti pubblici) che sta aprendo all’ingresso di un soggetto privato.

Cosa significherebbe?

Semplice, ed è questo il fulcro del problema: una volta entrato un privato sarebbe praticamente impossibile “ripubblicizzare” l’azienda (trasformarla cioè in un soggetto di DIRITTO PUBBLICO, come avvenuto ad esempio a Napoli con “ABC, Acqua Bene Comune”) perché lo si dovrebbe ripagare delle quote acquisite.

Ecco cosa intendiamo quando diciamo che si sta andando contro il volere popolare espresso nel referendum del 2011 che ha abrogato, lo ricordiamo, il decreto Fitto–Ronchi che affidava la gestione dell’acqua a soggetti privati.

Ci abbiamo provato ieri, anche con una pacifica nota di colore, indossando maschere da “pinocchio” (quelle che usammo in occasione del mancato appuntamento del notaio dei presunti dissidenti) perché crediamo che spesso in politica ci si rimangi la parola e, se il comitato “non se la beve”, a Pinocchio “non la si racconta”. Siamo stati allontanati dall’aula, insieme ad altri cittadini, perché ritenuti “fastidiosi” da chi, anche in consiglio comunale, come per l’acqua, vorrebbe forse tutto “privato” e non “pubblico”.

Continueremo a provarci perché l’acqua, come l’assistenza sanitaria, deve essere un servizio della comunità per la comunità, fuori dalle leggi di mercato, per la quale possa intervenire la fiscalità generale (prevista solo per soggetti di diritto pubblico, quale sarebbe Talete dopo la ripubblicizzazione).

E voi, da che parte state?

MoVimento 5 Stelle Viterbo

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