Riunioni consiliari inutili, alberi, Etruschi e buche.

Provare a fare un’analisi seria di quanto accade in questa città è cosa ardua.
Meglio provare con una cronaca semiseria.
Le riunioni del consiglio iniziano sempre con una incognita che è proprio…l’inizio.
Già, perché al primo appello non c’è mai, mai, il numero legale.
Evidentemente per questi signori la puntualità, nel loro vocabolario, ha un significato tutto particolare..
Ma l’incognita è anche se poi ci sarà il numero legale, sono tutti presi dai loro problemi, non hanno tempo da perdere in stanche e inutili riunioni di un consiglio senza nessun potere decisionale.

Nessun potere decisionale, visto che le cose vengono stabilite in anticipo da dietro le quinte, poi comunicate al sindaco che le comunica agli assessori che le comunicano ai dirigenti che le comunicano agli uscieri che le comunicano alla donna delle pulizie.
E infine vengono a saperlo anche i consiglieri.
Che spalancano la bocca stupefatti della considerazione verso il loro ruolo.
Vabbè, ma tanto alcuni la bocca la spalancano solo per sparare fandonie, tanto vale…

È caduto un albero su una macchina in divieto di sosta.
Giusta contravvenzione all’automobilista. Ora gli faranno anche ripagare l’albero. Poteva parcheggiare altrove.
Forse le motoseghe al comando degli amici aspettano che anche nel giardino comunale qualche persona osi attraversare le transenne sotto quell’albero in coma da due anni.
Così, magari agli eredi, eleveranno contravvenzione.
La cura del verde, in una città retta da un vivaista, è l’ultimo dei pensieri.

E intanto all’inaugurazione della mostra sugli Etruschi in 3D, erano tutti presenti. Anche senza gettone.
Il sindaco in fascia tricolore, il vice sindaco ancora con il broncio, l’assessore Barelli, Barelli l’organizzatore nonché vincitore del bando, il consigliere Bizzarri, anche Treta fra i personaggi illustri.
Una mostra sicuramente bella, della quale però forse non sentivamo la mancanza.
Soprattutto alla luce di cosa di più utile si sarebbe potuto fare con quei soldi.
Ricordo, circa quarantamila euro.

Un buon padre di famiglia, prima di comprare al figlio la camicia di grande marca e di bella figura, avrebbe pensato quantomeno a fargli risuolare le scarpe sfondate.
Ma quelle non si vedono, la camicia bella invece si.
E così, ai turisti che vogliono venire a visitare la mostra, prima mostriamo le buche, o forse voragini, sulle nostre strade, poi ci facciamo belli con il 3D. Sempre se sopravvivono al pesante fuoristrada.
Però per le buche abbiamo comunque una scusante da dare: anche quelle risalgono al tempo degli Etruschi.
Così come i lavori a valle Faul, quelli alla pensilina di fronte al parcheggio, la transenna in via Matteotti ecc, ecc, ecc….
E intanto Ferento e Castel D’Asso sono lasciati nell’incuria.

Oggi leggevo un articolo su un quotidiano online, La Fune, dove il bravo giornalista descriveva questa amministrazione come un’eterna ultima cena.
Individuare tra i partecipanti il Giuda del caso è molto difficile, consiglio al sindaco di non farsi più baciare da nessuno.
Soprattutto da quelli dietro le quinte, i soliti burattinai, che gli stanno già preparando un sontuoso funerale, ovviamente politico.
Ma del resto, da una coalizione che ha più correnti dello stretto di Messina, cosa dobbiamo aspettarci?
Si scannano fra di loro e sono politicamente amici, pensate cosa possono fare a noi che non siamo nessuno.

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