Relazione sul sopralluogo del M5S VT c/o il circo Martini

Il giorno 9 aprile del 2014, attivisti del Movimento 5 Stelle Viterbo, hanno effettuato un sopralluogo presso il Circo “Martini” attendato giorni fa a Viterbo per rendersi conto dello stato dei luoghi e soprattutto per accertarsi delle condizioni degli animali presenti ed il rispetto delle normative vigenti in merito. Si vuol sottolineare che la legge, purtroppo, concede forme di intrattenimento che prevedono l’utilizzo degli animali. il Movimento 5 Stelle Viterbo vuole che le normative a riguardo siano rispettate e che, nonostante quanto precedentemente esposto, è comunque contrario all’utilizzo degli animali per spettacoli circensi, palii, mostre itineranti e simili, inoltre siamo fermamente convinti che lo snaturare, il detenere in spazi ristretti, far comportare contro natura gli animali, non solo è un segno di inciviltà ma tutt’altro che educativo specialmente per i più piccoli che assistono ad esibizioni all’apparenza divertenti ma che sono costate e costano sofferenza continua ad altri esseri viventi.

 

Le situazioni di detenzione degli animali riscontrate durante il sopralluogo sembrano non soddisfare quanto richiamato dal criterio 10 del CITES 2006 che testualmente recita:

 

Criterio 10: REQUISITI STRUTTURE

Gli animali dovranno avere a disposizione sia strutture di ricovero per ripararsi da condizioni climatiche avverse sia idonei arricchimenti ambientali atti ad evitare comportamenti stereotipati. Le relative strutture di mantenimento dovranno essere attrezzate con strumenti atti a regolare la temperatura degli ambienti in funzione delle singole esigenze degli esemplari ospitati.

 La salute ed il benessere degli animali in cattività è totalmente dipendente dall’ambiente fisico e dagli  standard di cura stabiliti dall’uomo. E’ importante la conoscenza approfondita delle specie ospitate riguardo le loro esigenze e la loro biologia.

 L’arricchimento ambientale deve essere considerata una componente essenziale. Ciò è legato alla necessità di progettare strutture e di adottare sistemi che stimolino i comportamenti naturali degli animali al fine di ridurre o minimizzare gli effetti della noia e la comparsa di comportamenti stereotipati.

 

Per quanto sopra si è proceduto a rilievi fotografici che attestano quanto sotto esposto riportando di seguito una descrizione di quanto rilevato corredata da materiale fotografico

 

 

IPPOPOTAMO

Lo stato in cui era detenuto l’animale sembrava evidenziare uno spazio inferiore rispetto ai 70 mq previsti nonché la mancanza di zone d’ombra per il riposo. Il terreno dove deambulava l’animale è privo della possibilità di fare bagni in acqua o fango e privo di segatura o sabbia. Il ricovero costituito da un rimorchio stradale al momento era pieno di deiezioni solide.

 

CAMMELLI , DROMEDARIO, LAMA, ALPACA

 

Gli animali in questione erano detenuti in un appezzamento che sembrava inferiore ai 220mq previsti per i 4 esemplari presenti lo stesso dicasi per il cammello tenuto in un altro recinto a cui ne occorrono minimo 200mq e per i lama ed alpaca a cui ne occorrono 150 costretti in un altro recinto condiviso con pony e zebre per le quali sono previsti 150 mq fino a tre esemplari. Tutti non erano forniti di riparo per il vento. Per i cammelli, in particolare, essendo animali considerati potenzialmente e facilmente in grado di mordere erano tenuti in condizioni pericolose per la pubblica incolumità dato che la recinzione su strada non gli impediva di mettere parzialmente la testa tra le inferriate e nemmeno impedire la fuoriuscita di tutta la testa dall’alto vista la ridotta altezza della recinzione rispetto alla mole degli animali in questione, inoltre c’era possibilità da parte delle persone di infilare le braccia all’interno dell’area dal passaggio pedonale confinante (vedi foto). Da aggiungere che gli erbivori erano tenuti attigui con i grandi felini cosa che potrebbe incutere timori ed ansia ai primi visto il naturale rapporto esistente tra predatore e preda.