Quale scenario?

Mi ero ripromesso di non parlare di politica su questo sito.
Purtroppo mi rendo conto che la cosa è impossibile, visto che tutta la nostra vita sociale in fondo ruota proprio intorno alla politica.

Ovviamente, non avendo la preparazione necessaria per parlare approfonditamente dell’argomento, lo tratto come fa un qualsiasi cittadino, un uomo qualunque che discute con gli amici davanti a un caffè o un aperitivo.
Un cittadino che percorre le strade della propria città, che si guarda intorno, che pensa a come era ieri e a come sarebbe dovuta essere oggi con le dovute migliorie, con le sperate opere che avrebbero dovuto facilitare la vita dei cittadini.

Purtroppo siamo, invece, tornati indietro.
La città non è mai stata così sporca, così abbandonata a se stessa, nel degrado più totale, nell’incuria immeritata.
Strade che sembrano quelle del dopoguerra, servizi totalmente inefficienti, immondizia ovunque, vie del centro storico trasformate in improvvisati vespasiani di remota memoria, spazi di cultura inesistente, attività che chiudono, il centro che si svuota, nessun interlocutore, nessuno che risponda.
Vuoto amministrativo.

Tutto dipende dalla politica.
Chi dovrebbe prendersi cura della città se non chi la amministra?
Ma se chi la amministra è perso in interminabili giochi di potere, di supremazia, a difesa esclusiva dell’interesse di bandiera, come può accorgersi di cosa sta diventando la sua città?

Forse allora sarebbe bene sdoganarsi dal vecchio modo di intendere la politica, riconsegnare la città ai cittadini, a gente che viene dal basso, che ha pochi legami con vecchi politicanti, pochi legami con famiglie che hanno sempre comandato e fatto i loro interessi, con imprenditori che finanziano in cambio di appalti, con personaggi che portano voti in cambio di favori.
Un modo di amministrare più pulito, alla luce del sole, dove l’elettore non riceve sorrisi e pacche sulle spalle prima del voto e solo spallucce dopo.

Io non voglio un sindaco che viva del suo, voglio che lavori per la comunità e ne riceva il meritato compenso, voglio assessori giustamente pagati per fare al meglio il proprio lavoro, consiglieri che ricevano il loro giusto gettone ma che siano impegnati, e coinvolti, nell’amministrazione della città.

Voglio poter domandare e ricevere risposte, voglio poter criticare ed essere contraddetto, voglio poter accusare ed essere contro accusato.
Voglio gente con cui confrontarsi, disposta a indire riunioni pubbliche dove ognuno ha l’importanza che si merita, dove ognuno ha il suo spazio per porre quesiti e togliersi dubbi.

Conferenze stampa impolverate dal tempo e dalla consuetudine non hanno più scopo di esistere.
Inutile continuare a dare alla stampa l’incarico di farsi portavoce delle proprie idee.
Ci si confronta sul campo, chi non è in grado di farlo…non è in grado neanche di governare.

Quale scenario ci si presenterà domani?
Difficile dirlo, da una parte e dall’altra la parola d’ordine è: ermetici come un barattolo di sottaceti.
Chi è pronto a prendere il governo, si faccia avanti e si racconti.

Giancarlo Paglia.

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