Ordinanza No Alcol centro storico Viterbo, Comunicato Stampa

L’ordinanza del Sindaco Marini che proibisce la vendita di bevande alcoliche per l’asporto
o il consumo al di fuori del locale di vendita e che inoltre ne vieta il consumo in ogni luogo
pubblico, scattata sabato 27 ottobre e riguardante solo alcune zone del centro storico, ci
pare una risposta frettolosa alle denunce dei residenti, superficiale, miope e a ben
vedere anche ipocrita.

Multare i bevitori sorpresi con il bicchiere all’aperto è una punizione generalista e
terrorizzante: tanta gente “per bene”, cittadini e turisti, che godono della bellezza
medievale della città con un calice dei nostri vini, ne saranno colpiti e quindi allontanati.
Il turismo nella città dei Papi può e deve avere una tipologia notturna, quando l’incanto
romantico di San Pellegrino e degli altri quartieri storici rende unica Viterbo. Limitare la
libertà personale dei suoi frequentatori è un errore strategico per una città che deve
ridare lustro alla propria dimensione artistica e culturale.

Se poi si è perso l’”equilibrio tra cittadini” (come il Sindaco in una sua dichiarazione nota
correttamente), tra quelli in cerca di riposo e quelli ancora svegli per le strade e nei
locali, è soprattutto colpa dell’abbandono annoso in cui versa il centro storico di Viterbo.
Se non si fosse costretti come spesso avviene a delibere d’emergenza, la denuncia dei
residenti andrebbe letta soprattutto in questi termini: non lasciamo le vie del centro in
mano agli ubriaconi, ma alle famiglie ed ai turisti; non trasformiamo i portoni medievali
in bagni all’aria aperta, ma puliamoli e diamogli nuovo splendore; non svuotiamo le
piazze e le scalinate per farle occupare da motorini, auto e festini improvvisati, ma
riempiamoli di cultura e di arte. Ridiamo vita al centro, facendone nuovamente lo spazio
d’accoglienza e d’eccellenza della città. Ora è un quartiere senza controllo, territorio
libero per ogni bagordo.

Un’amministrazione che avesse voluto davvero equilibrare desideri e bisogni dei cittadini
scontenti chi della movida selvaggia e chi della “morte dei sensi” del centro storico, non
avrebbe abbandonato per anni le sue vive all’incuria, alla sporcizia, al vandalismo,
lasciando all’impresa privata le sole iniziative di attrazione.

Un’amministrazione a cui sta a cuore il centro storico, che ne sapesse capire il potenziale
per la città, avrebbe avviato un piano articolato per la sviluppo turistico e culturale della
zona, promuovendo con forza manifestazioni ed eventi di “qualità”, favorendo un
riempimento del quartiere da parte di forze produttive nuove, artigiani, artisti,
associazioni.

Inoltre il Sindaco può e deve concertare assieme al prefetto le azioni mirate al controllo
del territorio: una presenza leggera ma costante della polizia locale anche nelle ore
notturne, per esempio, sarebbe un ottimo e naturale deterrente alle espressioni più
selvagge di divertimento. Si fa in tutte le zone della movida delle più grandi metropoli del
mondo e danno il senso dell’importanza che gli si attribuisce.

Comprendiamo pienamente il malcontento dei residenti del centro storico di Viterbo.
Molti del Movimento 5 Stelle Viterbo vi abitano e ne soffrono le contraddizioni. E’un
problema che va risolto rapidamente.

Ma questa ordinanza ci pare poco efficace, inapplicabile e dannosa per gli esercenti delle
zone indicate, impossibilitati come sono a controllare e ad impedire i comportamenti
irregolari e danneggiati dalla concorrenza dei locali più appetibili delle strade libere
della città

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