Non sono un Grillino

Titolo facile facile, trovato senza fatica, anzi quasi suggerito.
Del resto questa vuole essere una presentazione e il titolo da già un’idea del resto dell’articolo.
Che poi i miei non sono articoli, non sono un giornalista e non voglio appropriarmi di ruoli che non mi spettano.
Le mie sono solo considerazioni, pensieri in libertà di un semplice cittadino della nostra sempre più bistrattata Viterbo.

È la prima volta che scrivo sul sito e, come dicevo, è doveroso presentarmi.
Non faccio parte del movimento, non sono un’attivista.
In realtà sono un vecchio simpatizzante sinistroide, un dinosauro come amo definirmi.
È un po’ come quando da bambini si sceglie la squadra del cuore, la squadra per cui tifare.
E ti rimane dentro per il resto della vita, anche se cambiano i giocatori, gli allenatori, i dirigenti e spesso anche i proprietari.
Anche se non ti piace più come gioca, anche se poi smetti di seguirla. Però ti rimane nel cuore, continui a credere in quell’ideale.
Ideale, si, perché riporto l’esempio alla realtà politica, alle mie sensazioni verso una sinistra in cui ormai non mi riconosco più, in idee che non sono più le mie, valori che non fanno più parte dei miei principi.

Ma questa è l’ultima volta che parlo di sinistra. Ma non parlerò neanche di destra, di centro o del movimento.
Qualcuno a questo punto si chiederà:
ma allora perché sei quì?
La risposta è: perché no?
La dimostrazione che il movimento è aperto a tutti, è aperto alle discussioni, è aperto alle critiche, è aperto al confronto.
Poi, in fondo, perseguiamo tutti lo stesso fine: un’Italia migliore per tutti.
E nel nostro caso anche una Viterbo migliore.
E torniamo proprio a Viterbo.

Leggevo un articolo che faceva una disanima sull’opposizione esistente oggi in Comune.
L’articolista cerca di analizzare le forze in campo della minoranza.
Praticamente bocciato Marini, stessa sorte per Santucci e Ubertini, rimandato Buzzi, accantonata Frontini, non ammesso e non citato De Dominicis.
Cosa rimane?

Mi chiedo quali siano allora le soluzioni per avere un’amministrazione diversa, dove individuare le persone giuste per dare una svolta a questa città ormai incartata su se stessa, immobile e in attesa di un’ineluttabile fine.
Se nella minoranza non ci sono persone valide, se nella maggioranza abbiamo ormai visto come lavorano, se non crediamo nelle nuove leve…dove trovare personaggi validi per governare la città?
Veramente dobbiamo tornare a un Gabbianelli?
Dobbiamo tornare a far amministrare Viterbo ai vecchi politicanti?
Ancora?
E chi crediamo che ci sia dietro questa evanescente amministrazione se non proprio vecchi politicanti di mestiere?
Dietrologia? Paura del nuovo?
Oppure aspettiamo che arrivi un nuovo Messia?
Forse abbiamo proprio bisogno di miracoli.

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