i filtri per l'arsenico

Monte Jugo 9 aprile 2015

Da accessi agli atti effettuati e interrogazioni presentate presso il Comune di Viterbo, gli impianti che ci risultano attualmente servire la nostra città sono: Pozzo Rio Trai (al 19.03.2015 fornisce acqua con arsenico superiore ai limiti di legge), Pozzi Campo Sportivo, Pozzo Canale e Sorgente Pidocchio attinenti la 1° fase già realizzati e attivi. Per quanto riguarda la 2° fase, l’impianto in Loc. Bisenzio in comune di Capodimonte (che concorre a miscelare le acque della rete idrica cittadina) alla data del 18.02.2015 era in corso di realizzazione, Pozzo Pratoleva che al 19.03.2015, data dell’ordinanza n. 33 del Sindaco, risulta fornire acqua con valori di arsenico e/o fluoruri superiori ai limiti di legge ed, infine, M.te Jugo che è entrato in funzione alla fine del 2014 inizio 2015.

Nel sopralluogo precedente di agosto 2014, l’impianto di M.te Jugo non era ancora entrato in funzione, mancavano infatti alcune lavorazioni come specificato nel nostro articolo di pari data.

In data odierna 09 aprile 2015, l’impianto è funzionante anche se continuano alcuni lavori di finitura. Sono presenti al sopralluogo programmato con la ditta costruttrice Roberto Merangoli, Alberto Krebel (attivisti M5S Viterbo), Silvia Blasi (Consigliere M5S Regione Lazio), Elisa Galeani (collaboratrice Silvia Blasi), Ing. Lorenzo Fè (ATI Degremont S.p.A.), Direzione lavori, Di Staso Luciana (RUP Regione Lazio), Battaglino Antonio (Regione Lazio).

Guidati dall’ing. Fè, visitiamo l’intero impianto, ci viene illustrato il suo funzionamento: l’impianto di M.te Jugo è il più grande fra quelli realizzati nell’intera provincia di Viterbo ed é comprensivo del trattamento arsenico e fluoruri; viene ipotizzata da parte della ditta, a grandi linee, per la manutenzione ordinaria e straordinaria di questo impianto una cifra approssimativa di circa 500-600.000 euro annui.

Il depuratore consta principalmente delle seguenti parti:

– sala controllo e stazione pompe di captazione acqua;
– batteria di 12 filtri per eliminazione dei fluoruri;
– batteria di 8 filtri per eliminazione arsenico;
– impianto di trattamento acque di rigenerazione e pulizia filtri fluoruri all’ allumina con Idrossido di Sodio e Acido Solforico.

La sala controllo é situata nella stazione pompe da dove viene captata l’acqua; da qui si possono agevolmente controllare tramite monitor le batterie dei filtri ed ogni fase della depurazione. Esiste inoltre la possibilità di controllare in via remota quanto accade nell’impianto attraverso un centro controllo sito a Viterbo ed attualmente gestito dalla Società costruttrice ATI Degremont a cui, la Regione Lazio ha affidato per tutto il 2015 la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto.

L’acqua prelevata dai pozzi di Monte Jugo viene inizialmente stoccata in una vasca di raccolta acqua grezza e presenta i seguenti valori medi di contaminanti:
fluoruri (F) 2.5 – 3.0 milligrammi/litro (mg/l)
arsenico (As) 16 – 20 microgrammi/litro (µg/l)

L’ acqua grezza viene inviata tramite un sistema di pompe alla prima batteria di filtri che la libera dalla maggior parte dei fluoruri, per poi convogliarla alla seconda batteria di filtri che si occupano di eliminare buona parte dell’arsenico.

I filtri per la rimozione dei fluoruri, contengono allumina, un materiale durissimo e refrattario che viene fornito in sacchi. Questi filtri devono venire periodicamente rigenerati e le acque di lavaggio (eluati) vengono inviate al trattamento nell’impianto costruito a fianco delle batterie filtri. In questo processo l’allumina viene ripulita dai fluoruri che si accumulano in forma semi liquida in una vasca di stoccaggio dalla quale verranno prelevati con una autocisterna da una ditta specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali. I filtri che invece abbattono la percentuale di arsenico nell’acqua vanno sostituiti di media circa una volta nel corso di un anno; Il costo totale della sola manutenzione filtri sia fluoruri che arsenico, esclusa manodopera, si aggira attorno ai 100.000 euro all’anno.

L’acqua trattata e depurata, dopo i prelievi atti a verificare la presenza di contaminanti entro i limiti di legge, viene inviata ai serbatoi di stoccaggio per la successiva immissione in rete.

L’intero impianto che, locale pompe a parte, è stato costruito all’aperto e l’intera struttura realizzata in acciaio inox e in acciaio zincato (materiali senz’altro di lunga vita e con ottime proprietà di resistenza alla corrosione); secondo la ditta costruttrice la durata di un impianto come questo è di circa 20 anni. Certo, se si fossero costruiti degli edifici all’interno dei quali poi avrebbero potuto essere realizzate le batterie di filtri e l’impianto di rigenerazione per i filtri fluoruri, sarebbe stato meglio ma ciò avrebbe comportato un ulteriore aumento dei costi.
I materiali di cui è composto l’impianto vengono dalla Germania e dal Canada; va da se che la distanza e i relativi costi di trasporto di ricambi e di altri fondamentali componenti non concorrono certo a rendere più economico l’intero processo di depurazione.

Il dubbio che i costi siano elevati e forse esagerati permane; quel che ci sembra certo è che a pagare saranno sempre e comunque i cittadini.

 

Alcune foto del sopralluogo del M5S di Viterbo assieme al consigliere regionale Silvia Blasi all’impianto di Monte Jugo