Maggioranza, ma che bel minestrone!

Viterbo, 2 dicembre 2014

Da settimane si parla di crisi di maggioranza, di problemi di giunta, di rimpasti e di danni per questo o quel partito; ma chiediamo, a qualcuno è venuto in mente di calcolare quanti e quali danni sta subendo Viterbo, per colpa di una amministrazione evidentemente incapace di realizzare il tanto decantato cambiamento o il vantato rilancio?
Dicevamo in campagna elettorale che non crediamo alle coalizioni e cioè in minestroni eterogenei, assortiti con l’unico scopo della vittoria elettorale; ribadiamo perciò questa nostra posizione essendo sotto gli occhi di tutti i “risultati” di chi è ricorso a questo stratagemma.

La macedonia elettorale ha di fatto concretizzato una maggioranza che litiga su ogni singolo atto amministrativo; non c’è intesa sulle piccole questioni come sui grandi temi e la diatriba del registro sulle coppie di fatto, per dirne una, dimostra come alla fine le diversità si palesino e i nodi vengano al pettine, alla faccia della coesione tanto decantata in campagna elettorale.

Non c’è quasi stato atto, regolamento o progetto che non abbia visti contrapposti elementi della maggioranza ed elementi della giunta, cosa che ha impedito di fatto il proseguimento dei lavori, come ad esempio nel recente caso della discussione sul regolamento per la tutela del verde, ritirato perché contrastato in alcune norme di principio da consiglieri della stessa maggioranza.
Ovviamente ci interessa il risultato politico di tutto ciò, ma ancor di più ci interessa, e soprattutto ci preoccupa che le conseguenze ricadono su Viterbo e i suoi cittadini, privati di fatto di una guida. Decadono infatti, in questo modo, tutti i principi di programmazione e di progettazione che una corretta amministrazione richiederebbe e prevale invece la logica dell’interesse politico e personale alla faccia del bene comune.

Crediamo che in questo il Sindaco abbia avuto l’illusione, ed anche forse un pizzico di presunzione, di riuscire a gestire la cottura di questo minestrone solo per poi accorgersi di non poter essere indipendente dalle vecchie, logore trite e ritrite questioni di partito; per sua stessa ammissione infatti, le pressioni dei partiti impediscono una serena riorganizzazione della giunta costringendolo ad un atto, la revoca delle deleghe agli assessori, che diciamolo, ha tutto il sapore di una sconfitta personale. Quindi, si è arrivati all’azzeramento della giunta, ma con quali intenzioni? Con quali figure?

Tutt’ora si parla di un “rimpasto” che di fatto manterrebbe le stesse persone in giunta e affiderebbe loro incarichi diversi; con quale speranza di un miglioramento ci chiediamo, se le persone interessate sono di fatto sempre quelle uscite da accordi e accomodamenti politici? Si pensa forse che le stesse persone con incarichi diversi possano miracolosamente accomodare tutto? Il programma del Movimento 5 stelle, giusto per dire, prevede la nomina di assessori esterni alle logiche di partito, scelti in base ai loro curricula e all’adesione agli impegni di programma da noi presentati. L’intenzione, era ed è evidentemente quella di avere persone esperte e preparate in grado di occupare gli assessorati in base alle loro competenze e conoscenze.

Da tempo invece, per ovviare alle carenze degli assessori, sotto gli occhi di tutti, si parla di identificare figure esterne per portare avanti il lavoro di assessorati ed uffici.

E’ il caso, ad esempio, della figura da identificare per gestire la patata bollente dei rifiuti, per non parlare della società che dovrebbe trovare e gestire i fondi europei o dei tecnici esterni che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovranno coadiuvare il settore urbanistico per la seconda fase prevista dalla discutibile delibera inerente l’utilizzo dello strumento urbanistico dei piani integrati.
Questi ruoli e competenze, a nostro avviso e secondo il nostro programma, dovrebbero essere trovati all’interno dell’amministrazione che è stata votata e pagata per espletarli.

Forse se si fosse pensato in altro modo quando si sono individuati gli assessori, invece di seguire la vecchia logica della “politica della poltrona”, non ci si troverebbe oggi in queste condizioni.
Magari il sindaco vorrà seguire il metodo 5 stelle… ma siamo purtroppo quasi certi che si limiterà ad una semplice “rimescolata del minestrone”. …tanto alla fine a pagare, saranno sempre i cittadini. Continuamos!

MoVimento 5 stelle Viterbo

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