L’insostenibile agonia (del) viterbese

La crisi prosegue inesorabile, ormai destinata a suscitare sempre più rabbia e frustrazione nei consiglieri (di minoranza) e nei cittadini, impotenti di fronte alla situazione.

La maggioranza non c’era nemmeno ieri.

Nemmeno ieri si è potuto portare avanti il mandato che i viterbesi ci hanno dato e ci si continua a chiedere cosa impedisca al sindaco di compiere l’unico gesto ormai rimasto che possa definirsi responsabile: dare le sue dimissioni; cosi come ci si chiede cosa impedisca ai 7 consiglieri del PD, che di fatto tengono in stallo il comune, di porre fine a questa lunga ed inutile, anzi dannosa, agonia.

Secondo noi i motivi sono purtroppo solamente politici: nessuno vuole compiere “il” gesto che farebbe cadere questa amministrazione per paura degli effetti politici e mediatici che ciò comporterebbe e in molti probabilmente auspicano un ritardo dell’inevitabile per non doversi confrontare con i cittadini in tempi brevi, fin troppo preoccupati del risultato che otterrebbero. Inutile dire che non approviamo un atteggiamento del genere perché secondo noi il bene della città deve venire prima di qualsiasi considerazione politica.

Ieri infatti abbiamo deciso che il nostro portavoce rimanesse in aula per senso di responsabilità nei confronti di una tematica che riteniamo importante per la città, ma il sindaco non ha avuto i numeri per discutere e votare la pratica dei revisori dei conti perché diversi consiglieri di maggioranza, e non solo i 7 “dissidenti” PD, non erano presenti a garantire il numero legale. Malgrado ciò il primo cittadino non ritiene ancora opportuno dare le proprie dimissioni.

Sembra invece che si paventi la possibilità che riesca ad ottenere il numero legale con soli 11 consiglieri nella seconda convocazione del 5 Febbraio se anche il consiglio del giorno prima andasse deserto.

Come a voler dire: “non ho più la maggioranza ma vado avanti lo stesso”. Verrebbe quasi da chiedersi perché non ci abbia pensato prima… sempre che, ovviamente, si possa reputare giusto procedere a forza di escamotage del genere.

Siamo sconcertati dalla situazione a cui assistiamo e sempre più convinti che questo modo di intendere la politica sia assolutamente sbagliato e da combattere.

Da due anni e mezzo portiamo avanti le nostre idee e le nostre proposte, quali l’assegno civico per gli indigenti, il market solidale, la riduzione delle spese delle commissioni, il microcredito per le piccole e medie imprese, etc., convinti che amministrare significhi trovare soluzioni ai problemi dei cittadini e non riempire poltrone o rispondere a logiche di partito.

Purtroppo chi al momento guida Viterbo, sindaco e consiglieri di maggioranza, non sembrano pensarla allo stesso modo. Da due anni e mezzo assistiamo a crisi politiche causate solo da malumori interni alla coalizione di Michelini e i risultati, disastrosi quanto a sevizi e gestione amministrativa, sono sotto gli occhi di tutti i cittadini. Quegli stessi cittadini che ci chiedono insistentemente sempre e solo una cosa: “ma quando vanno a casa?”

Ce lo chiediamo anche noi

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