L’età della ragione

“Provare che ho ragione significherebbe riconoscere che posso avere torto.”

Pierre-Augustin Caron de Beaumarchai

A volte si vorrebbe aver avuto torto, se aver ragione significa veder spesi male i soldi pubblici e comprendere che un assessore appositamente pagato e nominato non ha la minima idea della cifra impegnata per l’evento più importante di sua pertinenza istituzionale (no… non stiamo parlando di Caffeina).

E’ arrivato il rendiconto da parte del dirigente di settore Luigi Celestini sulle spese relative al trasporto di S. Rosa e le cifre da noi calcolate quasi quattro mesi fa sono state pienamente confermate.

Le spese infatti imputabili all’evento risultano essere circa 256.000 € (addirittura 10.000 in più dei 246.000 da noi calcolati).

Come spiegato varie volte, a questa cifra si devono poi aggiungere, per essere corretti:
– affitto del capannone : 24.029 € (probabilmente pagati senza motivo, come da noi spiegato);

– spesa del solo 2016 relativa al contratto quinquennale di costruzione e trasporto macchina: 93.025 €.

TOTALE: 363.298 €.

(il nostro approfondimento originale del 18/10/2016 è consultabile qui.)

Ma rimaniamo ai 256.000 € attestati dal rendiconto, dato che l’assessore Barelli ha sempre sostenuto, si cita testualmente, (le spese) negli ultimi tre anni sono calate, […] non so dove abbiano preso quei numeri [] non sono stati spesi 252000 euro […] (ma) 100.000”.

L’intervista integrale nella quale ci accusava di aver fatto conti “folli” è consultabile qui.

Ora che un documento ufficiale sancisce come non avesse la minima idea di cosa stesse parlando, ci sembrerebbe scontato che, ammettendo le proprie colpe, trovasse finalmente la dignità di dimettersi.

Purtroppo, lo sappiamo, non avverrà: la nostra classe politica, contraddistinta da consigli resi inutili dall’assenteismo ha da tempo dimenticato il significato di questa parola… DIGNITA’.

Crediamo però nel potere dell’opinione pubblica e di chi la può informare su come stiano le cose.

Dopo questa prova, prodotta internamente alla stessa amministrazione, chiediamo quindi ai media locali l’onestà intellettuale di mettere a confronto i nostri conti di mesi fa con quelli ufficiali, controllando quanto fossero corretti, addirittura in difetto, informandone i cittadini.

Chiediamo soprattutto ai Viterbesi di pretendere pubblicamente un cambio alla poltrona dell’Assessorato, da tempo occupata da chi altro dovrebbe fare e ad altro pensa.

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