”La buona scuola” il precariato e l’UE

Viterbo, 19 agosto 2015

I comma che seguono son rivelatori del concetto di “onestà” del nostro Governo; ci perdoni chi legge ma li riportiamo per intero perché facilitano la comprensione.

Una piccola premessa: L’UE nel 2014 ci ha sanzionato perché ha ritenuto sfruttamento del lavoro il non assumere a tempo indeterminato i docenti che abbiano lavorato in modo continuativo per trentasei mesi nell’amministrazione; la direttiva violata è la 70/99/CE.
Per tutta risposta “La buona scuola” (L. 107/15) prevede che gli insegnanti precari non possano lavorare per più di trentasei mesi in modo continuativo e non; questo per evitare contenziosi amministrativi, alla faccia dei diritti dei lavoratori, alla faccia del diritto all’istruzione pubblica, e pure alla faccia della giustizia diremmo noi.

Il comma è il 131 che recita: “A decorrere dal 1º settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”.

La furbata, secondo il legislatore, sta invece nel comma 132 (si, la nuova legge sulla scuola ha un articolo solo e 212 commi, no comment): “Nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è istituito un fondo per i pagamenti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione di contratti a termine per una durata complessiva superiore a trentasei mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili, con la dotazione di euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016(…)

In buona sostanza, per aggirare la direttiva europea 70/99, contro lo sfruttamento del precariato, l’Italia con questa legge prevede che ai precari con 3 mesi di servizio, il cui diritto sarebbe la stabilizzazione, non possano essere reiterati i contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, e istituisce un fondo per i contenziosi, invece di rispettare la normativa che appunto impone la stabilizzazione; proprio una cosa all’italiana (sic)!

Ricordiamo che il giorno 10 settembre a Viterbo avremo il piacere di ospitare Ferdinando Imposimato, magistrato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, e alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle che insieme racconteranno questa cosiddetta riforma che tocca ognuno di noi anche nella nostra piccola città.

Invitiamo tutti a partecipare numerosi, perché come diceva Calamandreii: “trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere”.

MoVimento 5 stelle Viterbo

 

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