Jack Frusciante è uscito dal gruppo

Forse non tutti sanno che il romanzo di Enrico Brizzi (da cui è stato tratto l’omonimo film della Negroni del 1996) prende il titolo dal fatto che John Frusciante (il nome è stato cambiato nel romanzo), chitarrista e fondatore dei Red Hot Chili Peppers, abbandonò il suo gruppo nel 1992

E’ solo uno dei più famosi casi di “abbandono” ma, se ci pensate, uno dei tanti.
Inutile citare John Lennon dai Beatles o Blackmore dai Deep Purple, la lista sarebbe quasi infinita.

Questo per dire che, laddove esiste dibattito, voglia di confronto, libertà e soprattutto creatività, l’abbandono è una cosa normale.
Siamo stati tentati di aggiungere “purtroppo” ma, riflettendoci, non è così.

Che qualcuno “se ne vada” è infatti una cosa non solo naturale, ma spesso anche indice del fatto che le cose funzionino, che vi siano differenze di vedute, di dee, di opinioni, in una parola che il confronto esista.
Là dove c’è democrazia e possibilità di esporre le proprie idee ci saranno sempre pareri contrastanti, a volte espressi anche con veemenza ed eventualmente portati all’estremo, lasciando il gruppo che non si ritiene più in linea con le proprie convinzioni.

Fa parte della vita, a volte gli abbandoni sono definitivi, a volte momentanei, ma fanno quasi sempre “crescere” entrambe le parti
Purtroppo, spesso, ci si concentra più su chi se ne va che su chi resta.
Ovvio, facile, facilissimo, prendere le critiche di una persona e riversarle, amplificandole, su chi rimane, che, indebolito dalla perdita, si trova particolarmente vulnerabile agli attacchi.

E’ in questi momenti che si vede in effetti la vera sostanza del gruppo, inteso come insieme.
Per restare nel nostro esempio “parallelo”, i Red Hot Chilli Peppers sopravvissero, divenendo uno dei gruppi più famosi al mondo, mentre i Beatles, paradossalmente, non superarono l’abbandono, sciogliendosi.

Bene, noi ci sentiamo più simili ai Red Hot Chilli Peppers, tanto per rimanere in tema!
Spieghiamoci quindi bene, una volta per tutte, in modo da dissipare, per quanto possibile, i tanti fraintendimenti che ogni volta colpevolmente vengono fatti emergere da chi vuole vederci sparire.

Primo:
non siamo un “partito” nell’accezione classica del termine, questo vuol dire che non c’è un direttorio o direzione, chiunque di voi che sta leggendo può (e speriamo lo faccia) venire a trovarci e diventare subito uno di noi. Inutile quindi parlare di “loro” riferito al M5S, basta venire una sera in riunione e diventare un “noi.

Secondo:
non essendo un partito, come visto, siamo avari di gratificazioni individuali, sia morali che materiali (anticamera di atteggiamenti più gravi), perché crediamo che queste debbano arrivare dal raggiungimento di un obbiettivo comune.

Terzo:
Non nascondiamo nulla sotto un ipotetico tappeto, chiudendoci in un colpevole silenzio… anzi il contrario. Lo ribadiamo, chiunque, sia il cittadino che ora legge questo comunicato sia il giornalista che lo sta pubblicando può venire ad una delle nostre riunione pubbliche il martedì sera in via delle Piagge 14 e assistere di persona, far domande, chiarirsi ogni dubbio

Quarto:
Siamo un gruppo in cui la parola d’ordine è sempre stata e sempre sarà DEMOCRAZIA.
Questo si è sempre tradotto e sempre si tradurrà in dibattiti, opinioni differenti, voglia di far prevalere la propria idea e ogni altra possibile sfaccettatura del confronto umano. Sarebbe preoccupante il contrario, se tutti fossero uniformati e nessuno esprimesse idee diverse

Quinto:
Nessuno è mai stato allontanato dal gruppo, vero il contrario, qualcuno è andato via dal gruppo. Segnale, pensiamo di massima apertura e totale assenza di censura

Sesto:
Siamo esseri umani, ci avete scoperto, dobbiamo confessarlo!
Anche fra noi ci sono simpatie e antipatie, alti e bassi, momenti di entusiasmo e di crisi.
Anche noi, come accade in un qualunque gruppo umano, siamo vittima di questi ignobili sentimenti che probabilmente nessuno di voi ha mai provato!

Settimo:
Siamo contenti del fatto che qualcuno ci lasci?
No, ci dispiace, prima di tutto a livello umano.
Facciamo finta di nulla e pensiamo che tutto vada bene?
No, anzi, ne stiamo parlando molto, sempre nell’ottica di migliorare ed imparare da eventuali errori.

Corollario:
Nell’ultimo caso Carlo Pizzoni ha più volte specificato che continuerà a collaborare anche col M5S di Viterbo, non “sbattendo quindi la porta”, come qualcuno vuol far credere.

Quello che vorremmo venisse quindi notato è che oltre a chi va via ci sono persone che “restano”, nonostante tutto.
Vorremmo si sapesse che questi ultimi hanno avuto, negli anni, momenti di difficoltà paragonabili a quelli avuti da chi ha lasciato.
Anche chi è rimasto ha visto bocciate nel tempo alcune proposte, subito critiche o avuto momenti di difficoltà.
Alla fine ha deciso di rimanere, provando a cambiare le cose.
Questo non significa che sia migliore di chi va via, mai ci sogneremmo di affermarlo, ma semplicemente che esiste anche questa categoria, che sceglie di cambiare dall’interno, sulla quale mai si sono spese due righe e che forse invece ne meriterebbe qualcuna.

Per la cronaca, John Frusciante rientrò poi nei Red Hot Chilli Peppers, ritrovando la voglia di suonare in un gruppo che nel frattempo non era certo sparito.
Sempre per la cronaca, John Frusciante purtroppo abbandonò poi di nuovo il gruppo.
Intanto i Red Hot Chili Peppers hanno continuato (e continuano) a fare buona musica.

Nulla di cui stupirsi, a meno che non lo si voglia fare colpevolmente: si chiama DEMOCRAZIA.

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