Il sapore della sconfitta.

Ha un gusto aspro, amaro, lo senti nella gola, ti scende giù, fino allo stomaco, te lo stringe, fino a farti male.
È un sapore che ho provato più volte, che tutti abbiamo provato nella vita. Un amore finito, un lavoro sbagliato, una partecipazione non corrisposta, un tifo deluso, un’amicizia falsa, un investimento fallimentare.
Sono tante le sconfitte che l’uomo può subire, e a volte si trasformano, magari, in vittorie.
Ci si può rialzare più forti, più consapevoli dei propri mezzi, dei propri sentimenti, della propria capacità di giudizio.

Ma la sconfitta di cui vorrei parlare è quella che si manifesterà, in tutta la propria forza dirompente, questo Giovedì 12 di Novembre nell’aula consigliare del comune di Viterbo.
Verrà votata la mozione di sfiducia al sindaco Michelini, presentata dalla minoranza con la raccolta delle tredici firme necessarie per portarla in discussione.

Che poi la sfiducia non riguarda necessariamente il sindaco, è tutta la squadra della maggioranza ad essere sfiduciata.
E proprio quest’ultima dovrà decidere sulla propria sorte.
Una squadra che non è mai stata tale, con avvicendamenti di ruolo, con sostituzioni in corsa, con cambi di maglia durante il gioco.

Ci saranno dei vincitori? Ci saranno dei vinti?
Difficile dirlo, difficile giudicare quale sarà la vittoria e quale la sconfitta.
Personalmente credo che giovedì tutti ne usciremo sconfitti.

Non vincerà l’opposizione, che ha comunque raggiunto le firme necessarie solo all’ultimo momento e grazie all’appoggio di consiglieri transfughi dalla maggioranza.
Le firme dei quali sono state fino all’ultimo incerte perché probabile arma di scambio, di patteggiamento, in una sorta di “io do una cosa a te, tu dai una cosa a me”.
Oltretutto mi auguro che il passare dei giorni non abbia provocato ripensamenti tra quelle fila che dovranno, per una volta, prendersi la responsabilità di mantenere il numero legale.

Non vincerà la maggioranza, qualora la votazione sarà a favore del sindaco.
Sarà per loro comunque una sconfitta.
Una sfiducia al sindaco, peserà come un macigno nei rapporti futuri all’interno della maggioranza stessa.
Si sposteranno equilibri, rinasceranno alleanze, si porranno nuove condizioni.

Sarà comunque una sconfitta per tutti quelli che per mesi hanno rilasciato interviste alla Caino nei confronti del proprio sindaco.
Dovranno palesare ufficialmente e di fronte alla città il loro vero intento, dovranno farlo finalmente in modo chiaro, dovranno dire se stanno con il sindaco, gettando alle ortiche una credibilità in alcuni casi conquistata con fatica, o se stanno contro il sindaco, rinunciando a una poltrona difficilmente riconquistabile.

E capiremo anche, in caso di decadenza del sindaco, chi ha già le forze per sostituirlo, chi ha già un programma, chi avrà i numeri per farlo.

E in tutto questo, quale sarà il ruolo dei cittadini?
Spero attivo, nel senso che una partecipazione massiccia metterebbe i votanti nella condizione di espletare il loro ruolo di fronte agli occhi degli elettori.
Quegli elettori ai quali sono state consegnate promesse che ancora aspettano siano mantenute.

È finito il tempo delle chiacchiere, dei giochini, dei teatrini, degli inciuci, delle riunioni carbonare, dei comunicati stampa. Da una parte e dall’altra.
Forse Giovedì non cambierà nulla, sicuramente cambierà tutto.
Sapremo finalmente cosa vogliono fare i nostri rappresentanti, di minoranza o di maggioranza, sapremo finalmente di chi potremo fidarci in elezioni future, chi dimostrerà più attaccamento alla città che alla propria poltrona.

In ogni caso non saremo i soli a gustare il sapore amaro della sconfitta.

Articolo Precedente Articolo Successivo

Perchè non dai uno sguardo anche ad uno di questi articoli?