Il patto del nazareno a Viterbo

Viterbo, 27 gennaio 2015

Eppure dovrebbe essere un concetto semplice da capire: il presidente del consiglio comunale è un garante del corretto svolgimento dei lavori del consiglio; dovrebbe garantire quindi l’equità e la correttezza delle sedute consiliari, tutelare i diritti dei consiglieri comunali ecc.
Invece come al solito, il ”loro” solito, la scelta del nuovo presidente sta diventando una battaglia politica e di poltrone!
Chiariamo subito che non siamo disponibili a nessun tipo di accordo che non sia sulla sola scelta di una figura che garantisca tali requisiti.

Siamo sin troppo consapevoli della sciagurata alleanza che permette di reggersi in piedi ad un governo, a nostro avviso privo di legittimazione popolare, suggellata dopo le elezioni nazionali e quindi senza che l’espressione di voto di milioni di italiani fosse consapevole delle conseguenze che quel voto avrebbe determinato.

Riteniamo quindi aberrante che si possa pensare di riproporre una analoga situazione a Viterbo e quindi speriamo vivamente che il sindaco si esprima quanto prima per chiarire la propria posizione in merito alle voci di un possibile “patto del nazareno” versione nostrana.
I viterbesi hanno scelto chi votare in base ai programmi presentati e alle coalizioni fatte; inutile ribadire che siamo contrari ai minestroni elettorali fatti per vincere ad ogni costo e le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, e che sin troppe scelte dell’attuale amministrazione sono andate oltre quelle che erano le intenzioni palesate in campagna elettorale; pensare ad una alleanza come quella vociferata sulla stampa tra forze di maggioranza e di minoranza sarebbe davvero la goccia che fa traboccare il vaso.

Se la maggioranza non riesce ad esprimere nemmeno il nome di un presidente del consiglio senza che ne scaturiscano guerre intestine tali da costringere una parte a “guardare a destra” sarebbe forse il caso che, in virtù del senso di responsabilità che ogni amministratore dovrebbe avere, ci si chiedesse se la giunta Michelini possa (non voglia) proseguire nel proprio ruolo.

Da tempo denunciamo l’incapacità di portare a termine progetti di primario interesse per la città a causa delle continue divergenze, anche su aspetti fondamentali, tra consiglieri della maggioranza o tra assessori che spesso navigano più come elementi di un grosso gruppo misto che come una coalizione di governo: il regolamento sul verde pubblico ritirato, la delibera sulle partecipate ritirata, la presentazione snobbata della mozione di Filippo Rossi sulla candidatura di Viterbo a capitale della cultura (proposta certamente più auspicabile a nome della giunta piuttosto che di un consigliere), la saga della approvazione del registro delle coppie di fatto, la delibera sul centro storico (con l’eterna questione via Annio), la proposta, sospesa anch’essa, per la messa a norma dei centri sociali polivalenti presentata e strenuamente perorata dal solo consigliere Treta e dal dirigente contro le posizioni di consiglieri anche di maggioranza …e chi ne ha più ne metta.

Tutti atti amministrativi, questi come altri, che richiederebbero una coesione dell’amministrazione e che dovrebbero garantire una progettualità volta al miglioramento della situazione della città e che invece non riescono a vedere la luce per colpa dei soliti “giochi politici”.

Le conseguenze, come al solito, le paghiamo noi cittadini e sarebbe quindi il caso che ai viterbesi si pensasse una volta tanto invece che ad accaparrarsi, a qualunque costo, una poltrona più comoda!
Non se ne può più e “forse” sarebbe il caso che i cittadini potessero scegliere se confermare la fiducia espressa appena due anni fa o magari decidere finalmente diversamente per cambiare sul serio!

MoVimento 5 stelle Viterbo

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