E’ questa la politica?

Un consigliere dichiara di non voler andare in consiglio perché ha cose più importanti da fare.
Perché è stanco di partecipare ad appelli che vanno spesso a vuoto.
E poi tanto, se serve, basta chiamarlo e in cinque minuti è lì.
Follia?
Un altro è da tempo che diserta i consigli, dichiara pubblicamente il motivo, “per dissenso” dice, si fa grande di questa decisione, del non prendere i gettoni, del contestare questa amministrazione di cui fa parte.
Poi quando serve avere il numero legale, quando serve votare cose che interessano la maggioranza, quando serve salvare il sindaco dalla sfiducia…uno schiocco di dita e lui corre.
O accorre, o soccorre.
Consiglieri di maggioranza che disubbidendo agli ordini dall’alto si presentano in consiglio, si appellano a un articolo del regolamento per non votare pur essendo presenti, donano una facile vittoria all’opposizione, fanno fare una figuraccia al loro sindaco.
Sindaco al quale hanno dato fiducia il 12 Novembre, per salvare il quale hanno mostrato una coesione che non esiste, al quale oggi hanno dato una spinta dalla torre.
Consiglieri che ubbidendo agli ordini non si presentano in aula, che pensano in quel modo di servire al meglio la comunità che li ha chiamati a rappresentarla, che sono convinti sia quello il modo di rappresentarla.
E poi, non avendo il coraggio delle proprie azioni, giustificano l’assenza con scuse da studenti segaioli.
È morto il nonno, ho bucato una gomma, avevo l’unghia incarnita, ho accompagnato la bisnonna a partorire…..
È questa la politica? È così che è diventata?
Non mi piace.
E l’assessore brutalmente gettato dalla finestra, assessore voluto dal sindaco, assessore benvoluto dai cittadini, assessore diventato scomodo, assessore del quale serviva la poltrona.
Poltrona da assegnare probabilmente ad uno dei consiglieri utili alla causa della maggioranza.
Non mi piace.
Come può un uomo, in cambio di una poltrona, calpestare la propria dignità?
Come si può accettare di essere telecomandati dall’alto svilendo il proprio ruolo, sminuendo le promesse fatte agli elettori, svendendo la propria coscienza?
Ma tanto oggi i consiglieri a poco servono, le decisioni che prendono nelle commissioni vengono poi stravolte nelle stanze che contano, le decisioni che dovrebbero prendere in sala consigliare difficilmente arrivano alla discussione, le loro domande cadono spesso nel vuoto, le loro mozioni finiscono troppo spesso a far polvere per mesi e mesi.
Non mi piace questa politica.
Si nomina una casa di vetro, simbolo di trasparenza, ma si manovra nascosti da una cortina di nebbia, o forse di fumo.
La falsità e la menzogna, intrallazzi e inciuci, nepotismo e parentopoli, convenienza e voti da rendere, favori da fare e favori da restituire, promesse da mantenere con chi conta e promesse di cui fregarsene se fatte agli elettori, fondi che spariscono ma che ricompaiono dove serve, e soprattutto dove non serve, opere inutili e famiglie sul lastrico, mostre autoreferenziali e arruffianemento imperante.
Questa oggi è la politica che vedo, ben diversa da quella che conoscevo.
Ma forse non la conoscevo fino in fondo, forse ero più ingenuo, più sognatore, più idealista.
Brutta cosa la realtà, triste cosa un brutto risveglio.
Giancarlo Paglia.
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