Difendiamo l’Acqua Pubblica!

Talete e i privati: uno scenario sempre più vicino in barba alla volontà degli italiani e dei viterbesi che non vogliono che l’acqua sia gestita con logiche di guadagno.

Uno scenario per ora fermato dalla mancanza del numero legale all’assemblea dei comuni dell’ATO1 ma che rimane sospeso sul futuro di tutti con un CDA che prosegue la sua azione di confronto con ACEA come da mandato conferitogli dai sindaci.
Uno scenario che abbiamo chiesto più volte venisse scongiurato, proponendo soluzioni alternative possibili e realizzabili in tempi brevi, come la adesione alla legge 5 della regione Lazio rimanendo sino ad ora inascoltati.

Eravamo presenti con molti consiglieri del Movimento 5 Stelle alla manifestazione tenutasi lunedì davanti la provincia per gridare ancora una volta le ragioni dei nostri concittadini e continueremo a farlo con ogni mezzo politico ed amministrativo possibile.
Si perché la decisione finale spetterà ai singoli consigli comunali e noi faremo di tutto per impedire una scelta che va contro la volontà popolare, anche per impedire che Michelini possa pensare di poter votare con un NI,  magari con un voto di astensione che, nei fatti, sarebbe comunque un SI alla privatizzazione.

Un NI che ben rappresenterebbe comunque questo Sindaco e la sua maggioranza che del non votare sembra aver fatto il proprio metodo di governo.

Ebbene noi non permetteremo che Viterbo, socio di maggioranza relativa della Talete, non esprima in maniera chiara e netta la sua decisione ma pretenderemo invece che esprima la propria contrarietà all’ingresso dei privati nella società.
I motivi sono tanti, oltre ovviamente al fatto che i viterbesi hanno dichiarato in maniera inequivocabile la loro contrarietà non solo con il referendum del 2011 ma anche con più di 3000 firme raccolte in occasione del mancato referendum dell’anno scorso, e basterebbe  informarsi su quei numerosi comuni del frosinate che hanno da poco deciso di deliberare la loro uscita da ACEA per motivi legati alla mancanza di investimenti, alla bollettazione troppo onerosa ed ai distacchi operati sui cittadini per capire l’errore che si sta portando avanti.

Decisioni che dovrebbero far comprendere come l’ingresso di soci privati, portati per la loro natura imprenditoriale a considerare prioritari i propri interessi economici, non significhi certo l’arrivo della manna dal cielo a coprire i problemi economici della società ma piuttosto che i costi del servizio sarebbero destinati ad aumentare piuttosto che diminuire.

O davvero qualcuno può pensare che il privato arrivi a portare doni e regali?
Vabbeh che siamo a Natale … ma a babbo natale abbiamo smesso di credere da tempo. Almeno noi

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