Cosa vuoi fare da grande?

Era questa la classica domanda che ti veniva posta da bambino.
Una domanda banalissima, che presupponeva il menefreghismo più totale da parte di chi la poneva su quali erano le tue aspirazioni.
Che poi, domandare a un bambino cosa vuoi fare da grande è come domandare a un politico le soluzioni per risolvere la crisi.
“E che ne so”. La risposta più ovvia.

Ma io oggi questa domanda provo a farla al movimento Cinque Stelle.
Vedere i problemi è un esercizio tutto sommato semplice, avere le soluzioni per risolverli un poco più complicato.
Per un partito, o in questo caso un movimento, raggiungere i vertici del comando, inteso come governo, è sempre una strada molto ripida.
Se poi a spingerti indietro sono tutti i partiti dell’arco costituzionale, la salita è ancora più ripida.

Il modo di ragionare del movimento cozza contro tutte le ideologie politiche degli avversari.
Un voler scardinare il vecchio modo di far politica, compresi tutti i privilegi consolidati da anni di cattivi governi, è sicuramente voler combattere una battaglia quasi impossibile.
Diventa praticamente una partita contro il resto del mondo.
Difficile trovare alleati, sempre che si voglia cercarli, difficile avere una maggioranza forte quando la minoranza sarà composta da tutti gli altri partiti.
Servono numeri importanti, assoluti, per poter governare con la massima serenità.

Forse serve anche la costruzione di un seguito imponente, e non si riesce a farlo in poco tempo.
Inizialmente la scelta è stata quella di disertare le trasmissioni televisive, di rifuggire le interviste e i salotti della politica .
Probabilmente una ragione c’era, magari la consapevolezza che, pur in presenza di elementi preparati, mancava quella malizia necessaria a tener testa a vecchi marpioni della politica, a volte veri lestofanti, e a giornalisti preparati e spesso schierati.
Si è però data così l’immagine di un partito, o meglio movimento, caciarone, pronto a criticare tutto e tutti, a denunciare senza dare soluzioni, individuato con l’immagine di un comico che sfanculeggia a destra e a sinistra, di un idealista forse illuso.
Si è arrivati, tramite la rete, i social, a raccogliere moltissimi consensi, però è mancato quel pubblico più attento alla televisione che a internet.

Oggi la preparazione c’è, personaggi come un Di Battista, un Di Maio, tanto per citare i più noti, sono capacissimi di tener testa anche ai giornalisti più preparati, o magari più scorretti, la partecipazione a trasmissioni che parlano di politica e che vengono molto seguite hanno allargato la conoscenza del movimento.
Oggi anche i numeri sicuramente ci sono, almeno a sentire i sondaggi, ma forse non così assoluti per combattere un’opposizione che si farà forte non solo dei partiti di centro sinistra, ammesso che esistano ancora, ma troverà moltissimi alleati anche nel centro destra.

Ma parlare della politica nazionale è più difficile che parlare di quella locale.
E allora veniamo al nostro orticello.
Quanto seguito ha il movimento nella nostra città?
Ci sono i numeri necessari per poter governare?
La preparazione sicuramente si, ci è già stato dimostrato.
E anche le idee non mancano, così come le capacità per realizzarle, nonostante le difficoltà opposte dalla maggioranza.
Ma pensare di poter amministrare la città senza alleati, forse è già più difficile.
Occorrono veramente i numeri.

Difficile altrimenti riempire i banchi della maggioranza, facile vedere riempirsi quelli dell’opposizione.
E per avere i numeri si deve far conoscere, a quanti ancora non lo conoscono, il movimento.
Magari con una presenza massiccia sul territorio, un impulso ancora maggiore alla pubblicità delle iniziative, a una propaganda più aperta e meno assolutista, una chiamata alle armi che invogli anche i più restii a seguire gli incontri del movimento.

Gli attivisti stanno già facendo un buon lavoro, il portavoce ha dato un spinta eccezionale con le ultime vicende accadute in sala consigliare, con le proposte andate a buon fine, anche con quelle poi apprezzate dalla maggioranza.
I simpatizzanti crescono di giorno in giorno, ma più per il malcontento nei confronti degli altri partiti che per la reale conoscenza del programma di governo dei Cinque Stelle.

Auspico, per quanto io sia fuori del movimento, una maggiore partecipazione agli incontri mensili, un maggiore appoggio anche tangibile e di presenza, una maggiore disposizione a domandare per conoscere.
Chissà, forse un governo di cittadini, slegato dalla vecchia politica, lontano da interessi di partito, potrebbe essere la soluzione giusta per risolvere buona parte dei problemi di questa città.
Riuscirà il movimento a convincere quelli ancora scettici?
Riuscirà a spiegare al popolo quello che vuole fare da grande?
Vogliamo provare a dargliene là possibilità?

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