Ci sono consulenze, mezze consulenze, consulenzicchie e … quaquaraquà

Il Movimento 5 Stelle di Viterbo è rimasto molto perplesso dalle recenti esternazioni dell’assessore Ciambella, pubblicate su alcuni organi di stampa, in merito alla nostra richiesta di consulenza tecnica sui “derivati”.

Non abbiamo mai infatti posto la questione in maniera polemica, ma semplicemente proposto di approfondire l’argomento grazie all’ausilio di professionisti che potessero indicare eventuali possibilità di risparmiare parte degli 800.000 di interessi passivi.

Sulla mancata presenza dei consiglieri durante l’approfondimento del problema, affrontato nell’ultimo bilancio proprio su nostra sollecitazione, possiamo inoltre, senza paura di smentita, ribattere che il nostro portavoce era puntualmente in consiglio anche quando molte sedute finivano “deserte” per mancanza di numero legale, a differenza di tanti consiglieri appartenenti alla maggioranza di riferimento dell’assessore.

Anzi, proprio tale presenza ha consentito di ascoltare le argomentazioni addotte ed è sembrato normale chiedersi, vista la nostra mancanza di competenza in materia, se un parere professionale, eventualmente alla luce di eventuali nuove e diverse sentenze o normative, non potesse essere consigliabile, dato l’enorme costo sostenuto dall’Ente.

La nostra proposta è stata formulata in sede di discussione di bilancio e quindi presentata come emendamento allo stesso per 5.000 €, cifra ragionevole a fronte della possibilità di risparmio per l’amministrazione (e quindi per i Viterbesi).

Risulta infine curioso che la assessore Ciambella si stupisca alla richiesta di un parere preventivo, visto che proprio su sua iniziativa è stata inserita una consulenza di 3.500 € per una stima relativa ad una pratica di alienazione.

In questo caso ad esempio l’azione dell’amministrazione terrà in considerazione l’esito della consulenza, al costo di 3.500 €, mentre si è rinunciato ad un parere che, per una cifra analoga, avrebbe potuto far capire se il Comune poteva risparmiare su una spesa di 800.000 €.

Nessuna polemica quindi, ma semplicemente una proposta che la maggioranza ha legittimamente scelto di respingere e che noi abbiamo presentato in maniera altrettanto legittima e non pretestuosa.

I toni utilizzati e le esternazioni fatte, soprattutto quando si parla di atteggiamenti puerili o mistificazioni, ci sembrano pertanto del tutto inappropriati e fuori luogo.

Capiamo la difficile situazione che l’assessore e la maggioranza tutta sta vivendo, costretti a districarsi con numeri risicati e l’evidenza del fallimento politico della loro avventura amministrativa, ma siamo certi che non siano i nostri i comportamenti a suscitare sentimenti di disgusto dei cittadini verso la politica.

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