Casa ed emergenza abitativa, le nostre proposte

Viterbo, 26 gennaio 2015

Dopo l’acqua ora tocca alla casa; sembra che ora l’argomento clou sul quale si è spostata l’attenzione della politica viterbese sia l’emergenza casa; argomento delicato e che come movimento di cittadini abbiamo affrontato con l’intento di capire la realtà viterbese per arrivare a proporre proposte che potessero migliorare tale situazione.

La tanto decantata sottocommissione che avrebbe dovuto occuparsi della cosa è stata snobbata dalle forze politiche e si è rivelata un mero lavoro di accesso agli atti senza peraltro avere l’apporto dei dirigenti comunali, assenti, e quindi priva degli indispensabili pareri tecnici; per questi motivi non abbiamo ritenuto opportuno parteciparvi, apportando il nostro contributo, ne condividere perciò il documento finale prodotto che poi è approdato in IV commissione consiliare.
La commissione che ha discusso il “non risultato” della sottocommissione non ha però approfondito il testo anche per l’assenza dei dirigenti comunali che avrebbero dovuto fornire il necessario parere tecnico e ha prodotto un ordine del giorno che sarà discusso in consiglio comunale. Vogliamo dare il nostro contributo in maniera costruttiva e ci riserviamo di analizzare la proposta senza assolutamente approvarla a scatola chiusa e riservandoci di emendarla seguendo alcune linee di principio e cioè:

– verifica approfondita della situazione inerente le assegnazioni degli alloggi con la stipula di un protocollo di collaborazione con le autorità competenti in materia per la verifica dei requisiti necessari alla loro assegnazione e mantenimento;

– politica di gestione delle case popolari che preveda la permanenza negli alloggi assegnati conformemente al mantenimento dei requisiti previsti dal bando comunale e che preveda una maggiore mobilità nell’assegnazione a vantaggio di nuclei familiari con reddittualità inferiori o inesistenti;

– adottare l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) per determinare la partecipazione al bando pubblico e per la formulazione della conseguente graduatoria;

– prevedere che, sia per le abitazioni ATER che per tutte quelle di proprietà comunale l’assegnazione avvenga secondo le graduatorie del bando pubblico lasciando la sola quota prevista dalla legge regionale del 25% per le “emergenze abitative”. Redigere per questa categoria un apposito regolamento che determini i criteri e le norme per l’assegnazione contemplando la possibilità di permanenza per un solo anno (prorogabile a due). Qualora chi usufruisce di tale sistemazione, rifiuta l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare, perde immediatamente il diritto a restare nell’alloggio che ha occupato fino a quel momento in regime di emergenza abitativa e viene cancellato dalla graduatoria per l’assegnazione di immobili ATER

– prevedere la costituzione di apposito capitolo di bilancio, costituito con le somme derivanti dalla rescissione dei contratti di affitto di unità immobiliari precedentemente destinate alla emergenza abitativa; questi quattrini andranno impiegati per la stipula di convenzioni con le realtà ricettive presenti sul territorio (enti religiosi, o associazioni di volontariato) quale aiuto nel pagamento della retta mensile di affitto per categorie svantaggiate come genitori separati in difficoltà economiche.

Siamo consci che la materia è complessa e che non si possa assolutamente scherzare sulla pelle di persone bisognose, ma non vorremmo che tutta la questione fosse circoscritta alla sola modifica del bando pubblico per quanto importante e impellente al solo scopo di ottenere un risultato puramente demagogico che in pratica poi non andrebbe ad affrontare il nocciolo del problema.

Appare doverosa un’ultima considerazione rispetto alla mancanza di azione su una tematica così importante da parte dell’attuale amministrazione che dopo due anni di “nuova gestione” avrebbe dovuto proporre e pianificare un’azione amministrativa che invece non c’è stata.

MoVimento 5 stelle Viterbo

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