Affreschi…al fresco

Viterbo, 25 novembre 2014

Recentemente è stato parzialmente riaperto il museo civico di piazza Crispi, in pompa magna anche alla presenza delle autorità e …di un pregiudicato; accolto perché critico d’arte ma pluricondannato per truffa aggravata, assenteismo e diffamazione ed ex sindaco di un comune sciolto per mafia …ospite ideale del vecchio modo di fare politica. Ma oggi non vogliamo polemizzare sull’opportunità o meno di invitare un pregiudicato alla riapertura del museo civico, secondo noi la risposta è scontata; oggi parliamo proprio delle bellezze del nostro museo riaperto dopo il crollo che ne ha interessato un’ala il 25 maggio del 2005. Parliamo delle meravigliose opere che vi sono contenute, dei reperti etruschi e romani, dei quadri del discepolo di Michelangelo Sebastiano Del Piombo ma soprattutto degli affreschi strappati dalle pareti di Palazzo Spreca, sequestrati dai Carabinieri in Umbria e riconsegnati al Comune di Viterbo nel 2012.
Gli affreschi sono “conservati” in attesa di tempi migliori, in enormi casse nella sala VI dove era situata la pinacoteca (http://i59.tinypic.com/n3m25u.jpg); sono li, in enormi casse di legno appoggiate sul pavimento di una sala umida e chiusa perché dichiarata inagibile dai Vigili del Fuoco. Le foto che presentiamo, fatte durante la visita al museo della commissione cultura della regione Lazio venerdi 14 novembre 2014, testimoniano quanto vi stiamo dicendo (http://i59.tinypic.com/6p12t2.jpg).

Abbiamo interpellato un restauratore che del recupero di superfici decorate e di affreschi ha fatto la sua ragione di vita che ci ha dato il suo parere visionando le foto che abbiamo scattato ed ha espresso il suo dissenso sulle modalità di conservazione degli importanti affreschi del XV secolo.

Gli affreschi intanto si conservano posizionati in verticale per esporre ad agenti esterni quali l‘umidità meno superficie di contatto possibile; vanno conservati all’interno di scatole in legno massello e sulla superficie dell’affresco va posta una carta velina in modo da evitare anche la più piccola perdita di particelle di colore, sulla velina poi va posizionato del tessuto non tessuto, poi dell’alveolare di cartone ed infine il tutto dovrebbe essere contornato dal pluriball.

Va da se che quando abbiamo assistito all’apertura della scatola, come si evince dalla foto (http://i61.tinypic.com/28cemi8.jpg), l’affresco è risultato ben visibile e quindi sia il posizionamento in orizzontale sul pavimento, esponendo una ampia superficie all’umidità, sia la mancanza di accorgimenti per evitare anche la più piccola perdita di colore sono fattori che ne influenzano negativamente la conservazione. C’è poi da chiedersi, viste le generose dimensioni delle scatole, come siano state trasportate fino a li; l’affresco infatti dopo essere stato “impacchettato” per bene col sistema summenzionato, dovrebbe essere collocato all’interno del contenitore in modo tale da non potersi assolutamente muovere in qualunque caso: di solito visto che difficilmente i lati sono perfettamente lineari, si usano delle guide in alluminio posizionate all’interno della scatola entro le quali riporre e fissare il “pacchetto” contenente l’opera d’arte che si vuole movimentare.

Ora, non siamo esperti d’arte e il tecnico da noi interpellato ha potuto visionare solo delle foto, ma quello che è fuor di dubbio, secondo noi, è che gli affreschi così non si conservano e che attualmente sono a rischio visto il modo ed il luogo nel quale sono collocati.
Chiediamo all’amministrazione comunale “così attenta” all’arte e alla cultura nella nostra Viterbo, cosa abbia intenzione di fare immediatamente per evitare danni e per valutare quelli eventualmente occorsi agli affreschi.

MoVimento 5 stelle Viterbo

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