Acqua pubblica? No grazie! …alla faccia del referendum!

Viterbo, 5 novembre 2014

Siamo indignati da quanto appreso dalla stampa secondo cui il sindaco di Viterbo vorrebbe svendere la nostra acqua pubblica!
In questo si trasformerebbe infatti il passaggio da Talete ad ACEA che, lo ricordiamo, è solo per il 51% in mano al Comune di Roma e per il rimanente 49% a società e multinazionali private che speculano a livello internazionale proprio sui servizi idrici.
Il risultato del referendum votato nel 2011 indicava inequivocabilmente che gli ITALIANI, ed i VITERBESI, NON VOGLIONO CHE IL SERVIZIO IDRICO SIA GESTITO DA PRIVATI.
Il motivo è che la gestione di un bene così fondamentale per l’uomo non possa dover rispondere a logiche di mercato. La gestione dei privati invece, comporterebbe ovviamente che a prevalere siano logiche economiche e di interessi commerciali, e cioè logiche di profitto.
Siamo indignati perché invece di dare seguito a quanto deciso dagli italiani sulla volontà di avere un servizio idrico pubblico, il nostro primo cittadino ubbidisce ancora una volta alle logiche della politica della Regione Lazio e del suo presidente.
Invece di cercare responsabilità e soluzioni alla questione Talete, Michelini opta per la soluzione facile: svendere tutto e regalare un servizio così importante a qualcun altro, alla faccia del referendum popolare.
Invece di proporre soluzioni alternative, quali ad esempio la costituzione di un consorzio di comuni, si limita ad assecondare interessi di lobbies economiche che avrebbero enormi vantaggi dall’acquisizione di Talete a fronte di sicuri svantaggi per la comunità dei cittadini.
Non è questo che aveva promesso; è così che il sindaco rispetta la volontà dei viterbesi?
Possiamo anche lasciar stare il mancato rispetto delle indicazioni del Consiglio comunale; stiamo ancora aspettando infatti che si dia seguito ad un nostro Ordine del giorno approvato il 19 settembre 2013 che proponeva di non staccare l’acqua agli utenti in difficoltà economiche, ma non rispettare la volontà della stragrande maggioranza dei propri concittadini è veramente grave.
Contrasteremo con ogni mezzo possibile una scelta che non esitiamo a definire scellerata e chiediamo alle forze politiche viterbesi che finora non si sono espresse in merito, di farlo immediatamente ed inequivocabilmente ricordando loro, soprattutto al PD, che al momento di festeggiare l’esito del referendum popolare le loro bandiere sventolavano in piazza del Plebiscito insieme alle altre. Era solo una presenza demagogica o veramente il PD ritiene che l’acqua debba rimanere pubblica? E’ i momento di dimostrare le nostre vere intenzioni con i fatti e non con le parole o le bandiere per le vie. Come più volte ribadito, con dispiacere e stavolta anche con rabbia: si è cambiato per cambiare ma non è cambiato nulla!

MoVimento 5 stelle Viterbo

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