Acqua e Talete facciamo il punto

Viterbo, 7 marzo 2015

Che Talete, perdonateci il gioco di parole, navighi in brutte acque è un fatto risaputo; Comuni e Regione restano praticamente fermi in attesa di avere un quadro economico chiaro sui conti della società che di certo non sono rosei.

Quello che deve essere chiaro a tutti e che è un dato di fatto è che Talete è una SpA società di diritto privato seppur partecipata dal pubblico e quindi per sua natura giuridica deve perseguire il profitto attraverso la tariffa.

È storia recente, la messa in funzione dei dearsenificatori, la revoca parziale da parte del sindaco dell’ordinanza di non potabilità, la recente doccia fredda dell’ordinanza che ripristinava il divieto di bere l’acqua che esce dai rubinetti per parte del comune di Viterbo, da poco rientrata con la nuova ordinanza di potabilità emessa dal sindaco.
Ci chiediamo, visto che gli impianti sono nuovissimi, cosa sia andato storto; dicono problemi nella pulizia o taratura dei filtri; presupponiamo che questo tipo di operazione sia di routine oppure è una cosa così delicata e incerta che dovremo abituarci a saltare da una ordinanza all’altra?
I dearsenificatori, dati che sono disponibili e pubblici, si stima dovrebbero costare alla regione, che ne curerà la manutenzione per il primo anno, ben 15 milioni di euro e il prossimo anno saranno a carico di Talete; ci chiediamo: come verranno trovati quei 15 milioni?

Parliamo di piano PARCA, ossia del piano di risanamento presentato da Talete stessa, che propone la ricapitalizzazione delle quote da parte dei soci (i comuni) e l’aumento delle tariffe nel triennio 2014-2017 con effetto retroattivo per l’anno appena trascorso; ovviamente nessun riferimento viene fatto alle responsabilità oggettive sul debito accumulato dalla società.
Nella nostra provincia molti comuni si sono già mobilitati per la pubblicizzazione dell’acqua, che ricordiamo non significa acqua gratis ma che la gestione e la tariffazione per il servizio devono essere pubbliche, e non portare profitti come sancito dal referendum del 2011 e pure dalla L.R.5/2014 promulgata dall’attuale giunta regionale.
È doveroso ricordare che l’attuale legge in vigore è nata grazie all’impegno e alla caparbietà dei comitati per l’acqua, di associazioni civiche e del movimento 5 stelle che hanno raccolto le firme necessarie per la presentazione presso l’ente regionale della proposta che poi, una volta accolta, è diventata la L.R. 5/2014.
Anche oggi comitati e molti comuni si stanno mobilitando per far rispettare la volontà referendaria e per far applicare la legge; hanno presentato un progetto, così come previsto dalla norma poc’anzi citata, per la divisione del territorio regionale in 19 Ambiti di Bacino Idrografico (ABI) prospettando l’ipotesi di un soggetto di diritto pubblico all’interno del quale, cittadini, ed enti locali siano responsabilmente coinvolti per gestire il servizio idrico integrato e scongiurare così finalità di profitto.

A Viterbo una scelta del consiglio comunale, che oseremmo definire scellerata, ha bocciato un nostro ordine del giorno che andava verso la ripubblicizzazione della società Talete optando invece per la ricapitalizzazione che a nostro parere non farà altro che mettere una pezza momentanea.

È chiaro che qualora la società dovesse trovarsi nuovamente in difficoltà economica, ad esempio per poter sostenere gli elevatissimi costi di gestione dei dearsenificatori che dal 2016 saranno a suo carico, a nostro modo di vedere non avrà altra scelta che vendere le quote ad un gestore privato e l’unico che attualmente potrebbe acquistare le quote di Talete è ACEA.

Si addiverrebbe così alla gestione privata in totale contrasto col referendum del 2011, che porterebbe aumenti dei costi in bolletta, nessuna garanzia di trasparenza e non garantirebbe a tutti i cittadini l’accesso alla vitale risorsa così come sancito da organismi internazionali come l’ONU.

Sia chiaro fin d’ora che il Movimento 5 stelle sarà al fianco dei comitati, dei comuni virtuosi e di tutti i cittadini che vorranno combattere per far valere il loro diritto ad un bene fondamentale e vitale come l’acqua. E mai come questa volta: insieme possiamo!

Movimento 5 stelle Viterbo

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